Convocazione Assemblea ordinaria

Associazione Fondatori di una nuova Cultura per il Volontariato
Milano, 30 settembre 2020

 

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA 15 OTTOBRE 2020

Gentilissimi SOCI AFCV – Associazione Fondatori di una
Nuova Cultura per il Volontariato
LORO SEDI

Oggetto: Convocazione Assemblea ordinaria

Si comunica che la S.V. è invitata a partecipare all’Assemblea ordinaria degli Associati AFCV Onlus
che si terrà il giorno 14 ottobre 2020 alle ore 06,00 in prima convocazione e, in seconda convocazione
il giorno 15 ottobre 2020 alle ore 18,00 in via telematica con la piattaforma ZOOM per discutere
e deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. relazione della Presidente,
2. approvazione del rendiconto consuntivo 2019 e preventivo 2020
3. varie ed eventuali
La Convocazione sarà pubblicata sul Sito AFCV Onlus www.afcv.it
Si prega cortesemente di dare riscontro di avvenuto ricevimento.
 Link piattaforma Zoom:
https://us04web.zoom.us/j/6447189207 Meeting ID: 644 718 9207 Password 765979
Cordiali saluti
                                                                                   Clotilde Camerata
_______________________________________________________________

Delega
Io sottoscritto/a_______________________________________ socio/a della AFCV Associazione Fondatori
di una Nuova Cultura per il Volontariato, delego a rappresentarmi all’Assemblea ordinaria degli associati
che si terrà il giorno 14 ottobre 2020, alle ore 06,00, in prima convocazione e, in seconda convocazione,
il giorno 15 ottobre 2020 alle ore 18,00, in via telematica con la piattaforma ZOOM, ed all’uopo
lo/a intesto di tutte le facoltà a me spettanti ratificando sin d’ora il suo operato.
Il/la Socio/a………………………………………………………………………….
…………………………………………………

Li ……………………

In fede
Firma
___________________________

Dal “Discorso conclusivo” Abbazia di Mirasole – 9 giugno 2007

Ho il piacere di poter concludere questo ottimo corso in Management del Volontariato. Ringrazio i docenti dell’Università Cattolica per il loro generoso  e approfondito insegnamento, l’Associazione per l’Abbazia di Mirasole per l’ospitalità….. 

Una difficoltà dei nostri tumultuosi tempi di evoluzione tecnologica è legata al fatto che  molte parole tendono a perdere il loro significato universale per acquisirne uno individuale.

Così si parla spesso di bene comune ( ma sarebbe meglio dire dei beni comuni, vista la loro molteplicità: salute, cultura, libertà, rispetto dei diritti fondamentali, quali lavoro, casa, famiglia, difesa della vita dal suo sorgere al suo naturale declino) ma le sue interpretazioni sono molteplici.

“Io penso che il Bene Comune sia la promozione della persona umana, in modo da garantire ad ognuno la possibilità di realizzare il suo dover essere, e valorizzare il diverso talento, in ognuno deposto, senza esclusione di sesso, razza o ceto.”

il Bene Comune è figlio della pace dei cuori; non ha altre origini. La pace dei cuori è dipendente dal credere di essere creatura figlia di Dio Padre e amore, e pertanto ogni altra, o altro, è sorella o fratello. Se le cose stanno così, la gestione del bene comune non può essere delegata  ma deve obbligatoriamente essere partecipata.

il volontariato è una via elettiva per attuare questa partecipazione.

il volontariato è gratuità e, di conseguenza, possiede libertà di azione nel campo del Bene Comune. 

Le vie di realizzazione fondamentali sono la solidarietà, ovvero farsi solidale con l’altro, volere per lui, o lei, ciò che vorrei per me nelle sue condizioni; quindi  si tratta di offerta di servizi che presuppongono necessità di mezzi idonei.

La seconda via è la sussidiarietà, ovvero la vocazione al dono di sé per la promozione della persona ( una mistica dei nostri tempi dice:”Se sono nono sono, ma se non sono perché mi sono donato, allora veramente sono”).

Erminio Longhini

 

Fine prima parte

 

 

Il Bene Comune

“Io penso che il Bene Comune sia la promozione della persona umana, in modo da garantire ad ognuno la possibilità di realizzare il suo dover essere, e valorizzare il diverso talento in ognuno deposto senza esclusione di sesso, razza o ceto.”

Erminio Longhini

Incontro soci AFCV del 23 giugno 2020

L’incontro via web convocato dalla Presidente Clotilde Camerata il  23 giugno alle 18   è stato molto apprezzato dai  numerosi soci  AFCV presenti sulla piattaforma Zoom; è stato un proficuo e apprezzato scambio di riflessioni sul delicato e impegnativo periodo vissuto durante l’isolamento e l’emergenza Covid, e proposte, idee possibili iniziative per i prossimi mesi dopo la pausa estiva, nella speranza che,  terminata la fase di emergenza, si possa riprendere l’attività in forme e  modalità “diverse”, nel rispetto delle norme e prescrizioni raccomandate per la salvaguardia della salute di tutti.

Pur non essendo possibile fare previsioni a lungo termine per le troppe incertezze sul futuro,  la presidente AFCV ha chiesto ai partecipanti di riflettere sulla necessità  di salvaguardare la sopravvivenza di AFCV, perchè possa custodire i valori fondanti del nostro volontariato e promuovere la cultura del dono e della responsabilità di ciascuno per la costruzione del Bene Comune, come ci ripeteva senza stancarsi il nostro amato Fondatore prof. Erminio Longhini.

Essendo tutti i partecipanti  convinti dell’importanza di custodire questi valori, Clotilde ha chiesto una  dichiarazione di intenti e assunzione di responsabilità nelle proprie associazioni e realtà territoriali, per cercare collaborazioni e competenze  con persone capaci e generose di  altre associazioni oltre alle AVO di competenza.

il presidente di Federavo, Massimo Silumbra,  ha iniziato il suo intervento precisando  che la stessa Federavo è diretta  emanazione di AFCV, (come ricorda il comma 3 dell’art. 1 dello Statuto Federavo) che custodisce, coltiva e tramanda i valori e la tradizione del volontariato sanitario, di cui condivide ideali e finalità, e ne riconosce l’autorità morale.

Giorgio Colombo,Consigliere AFCV, afferma che in questo momento difficile abbiamo maggior necessità di diffondere i valori che da sempre AFCV porta avanti,  che si possono riassumere in una parola sola: l’amore verso chi soffre; un valore che ultimamente sembra mancare nei rapporti tra le persone, ma che  è fondamentale per le relazioni, e che è la strada per coinvolgere i giovani, anche se è necessario per il volontariato essere disposti ad accogliere persone di ogni età. Illustra poi  il progetto M.A.C. (Meglio A Casa): assistere il malato là dove si  trova ( e oggi sempre più spesso si trova a casa), insieme a Chiara (Avo Genova) che ribadisce che la salvaguardia dei principi morali che contraddistinguono  AFCV  è la base per continuare dopo il Covid. 

Anche Maria Grazia Laureano, presidente AVO  Firenze e consigliera AFCV, confermando l’impegno per i valori AFCV che l’hanno convinta e motivata ad entrare in Consiglio, ha ribadito l’auspicio e la necessità che AFCV possa realizzare il  progetto, pensato ma poi purtroppo interrotto dal Coronavirus,  di una piattaforma online per portare i suoi valori a una platea più ampia, e  fornire contenuti e sostegno ad altre associazioni, oltre alle AVO e Federavo.

Anche Manuela Mainò, presidente della giovane AVO Trasimeno, avendo conosciuto personalmente il fondatore  prof. Longhini,  conferma il suo impegno, essendo entrata in Consiglio AFCV non per parlare, ma per fare. 

Giusi conferma di essere a disposizione e aderisce alla promessa d’intento: lavorare per AFCV è importante, perché  i valori fondanti li abbiamo dentro e sono gli stessi di AVO. Ricordando Longhini siamo tutti motivati perché i suoi valori nutrono la nostra ferma volontà di proseguire e far vivere AFCV. Facciamo rete con una ferma intenzione di diffondere i nostri valori in questa società che ha sempre fretta e spesso vive in modo superficiale. E’ importante lavorare in rete, perchè chi ha risorse in più le usi per aiutare gli altri; ci vuole forza, ottimismo; inoltre l’età non è importante, quello che conta è sentirsi utili. I giovani nelle scuole sono molto attenti e vogliono sentirsi  coinvolti. 

Anche Cinzia Marella crede che AFCV sia fondamentale, e sia  utile tenersi in contatto;  anche se non sarà facile, occorre cercare modi diversi  per stare vicini alle persone in tempo di post-emergenza Covid.

Onofrio (Piemonte)  offre collaborazione e sinergia per quanto la sua condizione lo consentirà.

Carla osserva che non tutte le AVO conoscono bene le loro origini e sanno di essere nate da AFCV.

Angela,presidente  AVO Cagliari, parla del lavoro che da molto tempo si impegna per un periodo di tre mesi di tirocinio con gli studenti delle scuole superiori. I valori AVO e AFCV sono condivisi  ma osserva che la formazione per diffondere la cultura del volontariato non è una prerogativa di AFCV ma spetta a tutte le associazioni, lavorando in sinergia anche con i CSV.

Claudio Lodoli, vice presidente AFCV, ricorda il suo impegno e grande lavoro sempre fatto per AFCV, anche da presidente FEDERAVO, dal 2001 rilanciando   AFCV a partire dalla progettualità su cui si lavorava da anni. Lodoli  legge un brano del Fondatore, per raccontare a tutti i presenti come per Longhini in AFCV ci fosse il cuore dell’AVO. AFCV  era depositario dello spirito che ha dato vita all’AVO, e nelle intenzioni di Erminio AFCV doveva essere il centro di ricerca, il luogo dove riflettere su chi siamo, da dove veniamo, dove andremo. AFCV poteva e doveva cercare e accogliere persone generose che donassero le loro competenze, anche senza essere dell’AVO, per sviluppare progetti di ricerca, iniziative culturali e percorsi di formazione ( Mirasole, il Convegno di Firenze, ecc.)  , così AFCV sarebbe diventata la radice e il supporto del volontariato. Anche oggi è fondamentale la progettualità: fare ricerca, pensare, seminare,  avere idee da spendere   innanzitutto con Federavo.

Stessa convinzione esprimono Maria Franca e Maria Rosaria, che cioè AFCV debba continuare a progettare e  coinvolgere i giovani. Giusi Zarbà ritiene importante che AFCV sia distinta da Federavo, che chieda aiuto a tutti coloro che possono condividere idee, bandi, progetti per dare anche una marcia in più alle AVO.

Lucia Funicelli conferma tutto il suo sostegno a AFCV,  l’adesione e disponibilità, essendo a Milano, di continuare ( come già fatto) a collaborare con Clotilde, avvisando di possibili collaborazioni e opportunità, come ad esempio ora un Bando per le politiche sociali abitative e disabilità.

Anna chiede che ci sia un collegamento, un ponte tra le AVO e AFCV. Clotilde conclude la riunione sperando in molti altri fruttuosi meeting  via web e  auspicando   che AFCV possa avere un rappresentante in ogni Regione. Quindi invita tutti a proporre la collaborazione di AFCV ad altre associazioni per progetti e iniziative di formazione e promozione della cultura del volontariato, con un’attenzione speciale ai Bandi e alle iniziative dei CSV. 

 

Per collegarsi al Meet AFCV su Zoom

Cari soci ecco il link per collegarsi tramite la piattaforma ZOOM  all’incontro via web della AFCV – 23 giugno 2020 ore 18 

Per meglio gestire l’incontro siete pregati di collegarvi con circa 15 minuti di anticipo.
Join Zoom Meeting
https://us04web.zoom.us/j/6447189207

Meeting ID: 644 718 9207  

Password 765979

MEET Soci AFCV Martedì 23 giugno alle ore 18 su ZOOM.

Carissimi Soci,

il 4 febbraio u.s., nell’inviarvi la lettera relativa alla quota sociale 2020, vi invitavo anche a riflettere su ciò che vuol dire essere socio AFCV

In particolare sollecitavo tutti ad una concreta e fattiva partecipazione, a testimonianza di una completa adesione ai valori dell’Associazione e conseguente presa in carico di responsabilità che ne deriva. 

Sappiamo tutti cosa è successo alla fine di febbraio: uno tsunami si è abbattuto sull’Italia e sul mondo lasciando tutti sgomenti, attoniti e lontani dal nostro vivere quotidiano. Per alcuni mesi siamo come andanti in letargo, consapevoli solo dello sconquasso avvenuto ma indecisi e forse anche impauriti sul come, prima o poi, avremmo ripreso in mano la nostra vita di persone e di cittadini.

Ora è tempo di scuoterci: la pandemia purtroppo non è ancora del tutto debellata, ma ugualmente, abbiamo la necessità oltre che il dovere di ritornare a vivere, ritornare a progettare e a riflettere sul nostro futuro, sul perché e sul come vogliamo andare avanti.

Anche per l’AFCV è tempo di riflettere tutti insieme; non ci è ancora permesso fare l’Assemblea annuale, ma abbiamo la possibilità e l’obbligo, direi, di incontrarci e vederci anche se solo via web. Il meeting che vi propongo sarà anche l’occasione per dare nuovo slancio ad una Associazione che ha bisogno di ritrovarsi, di “riscoprire” i propri soci, di “guardarsi in faccia” e dire – io ci sono!

Un’associazione che, perso il suo fondatore e timoniere, ha bisogno di ritrovare fiducia, slancio, speranza e ciò può avvenire solo attraverso i suoi soci, coloro che hanno la possibilità e la responsabilità di dirigere l’AFCV verso il futuro.

Alla fine, questa comunicazione, vuole essere soprattutto una proposta, un invito, una appassionata sollecitazione ad incontrarci; per vederci, parlarci, rimotivarsi e mettere le basi per una rifondazione della AFCV che oggi più che mai si rende necessaria.

Incontrarci sul web è più facile di quanto si possa immaginare, utilizzeremo la piattaforma ZOOM e per chi non è pratico offriamo una completa collaborazione tecnica affinché, tutti, ripeto tutti i soci della AFCV si possano collegare.

 

Quando?

Martedì 23 giugno alle ore 18 piattaforma ZOOM.

Il giorno precedente verrà inviata una mail con il link necessario al collegamento.

Siete tutti pregati di rispondere a questa mail comunicando la vostra partecipazione.

Per richiedere assistenza tecnica sarà sufficiente scrivere a segreteria.afcv@gmail.com 

specificando nome e numero di telefono,

verrete ricontattati al più presto.

 

Grazie a tutti, un abbraccio affettuosissimo

Clotilde

 

QUOTA ASSOCIATIVA 2020

 
Cari soci, amici e sostenitori di AFCV, vi ricordiamo che
la quota associativa 2020 di trenta euro (Euro 30,00) resta invariata anche per l’anno corrente, e può essere versata mediante bonifico bancario.
In passato alcuni soci hanno versato quote superiori, aggiungendo spontaneamente un contributo integrativo di cui siamo stati loro molto grati.
Si raccomanda di indicare con chiarezza la causale:” Sig. ……. Pagamento quota associativa AFCV 2020” e di inviare alla Segreteria (segreteria.afcv@gmail.com) la copia del versamento effettuato.
 
Gli estremi per il versamento sono i seguenti:
 
Bonifico bancario:
IBAN
IT48W0306909606100000120759
BCITITMM
 
Certa della collaborazione, ringrazio fin d’ora e invio un cordialissimo saluto.
    La presidente AFCV
                                                                 Clotilde Camerata
 

 

Microsoft Word – lettera quota 2020

L’AVO FIRENZE FESTEGGIA 40 ANNI DI VOLONTARIATO

Grande festa per i 40 Anni di volontariato AVO a Firenze sabato 8 Febbraio. 

I partecipanti sono stati accolti dalla Presidente Maria Grazia Laureano, presenti i rappresentanti delle istituzioni, enti, aziende sanitarie e autorità della città e area metropolitana, con la partecipazione di Cristina Machado, Presidente AVO Regione Toscana, Clotilde Camerata, Presidente AFCV, Claudio Lodoli (Past President Federavo) e circa 180 volontari fiorentini.

Si è trattato di un’Importante occasione per ricordare i valori e la missione dei volontari AVO così fortemente voluti dal nostro fondatore prof. Longhini proprio attraverso le parole del suo messaggio ai volontari per la  Giornata Nazionale AVO svoltasi a Firenze nel 2012.

L’evento ha avuto luogo luogo  nella splendida cornice della Fondazione Franco Zeffirelli, dove è stato possibile ammirare il museo dedicato al maestro con la guida di 14 competenti studentesse del Liceo Classico Michelangelo.

LETTERA AI SOCI DAL PRESIDENTE AFCV

4 febbraio 2020

Cari soci,  innanzitutto buon Anno a tutti.

 Il 2019 è stato un anno molto importante per la nostra Associazione, che dopo molto, molto tempo è riuscita ad organizzare a Milano, sua sede storica, ma anche la città che più di tutte catalizza il mondo del volontariato, un convegno, dal titolo: Nuove Povertà: prospettive del volontariato nel tempo delle emergenze, portando di fatto l’AFCV in primo piano sulla scena del volontariato milanese.

Una partecipazione, che ha molto motivato i soci che vi hanno partecipato e che ha contribuito a rafforzare la visione e gli obiettivi che con sempre più determinazione si vogliono raggiungere. Il Convegno è stato una vera boccata di ossigeno, ha dato entusiasmo e rinnovato una passione etica che mi auguro possa continuare nel tempo. Partendo da ciò, questa lettera vuole essere una proposta di riflessione, una riflessione sull’essere socio della AFCV.

Ad oggi, nella nostra Associazione, ci sono due tipi di soci: il socio che si è iscritto aderendo pienamente ai valori e al carisma che AFCV rappresenta, ma che di fatto è lontano dall’Associazione, non si impegna concretamente per il raggiungimento degli obiettivi e pertanto non partecipa alla vita associativa; e il socio che, oltre a condividere valori e obiettivi, partecipa alle attività dell’Associazione dando il suo fattivo contributo nella progettazione/programmazione/realizzazione o anche solamente presenziando alle riunioni/assemblee portando così idee proposte.

 Ahimè, come potete ben immaginare, questo tipo di soci sono in realtà pochissimi, si possono contare sul palmo di una mano. Con questo non voglio assolutamente dire che il primo tipo di socio non sia importante quanto il secondo, al contrario, sono essenziali per la sopravvivenza stessa dell’Associazione, ma è anche vero che per rendere operativamente e concretamente attiva un’Associazione, è necessario che i suoi soci attivi siano molti, molti di più.

La nostra è una piccola associazione è vero ma con un grandissimo potenziale, sia per quanto riguarda il mondo AVO, sia per il volontariato in generale, il suo reale unico, grande problema è la necessità e la possibilità di rendere operative le tante idee, proposte, programmi che il Consiglio porta in evidenza e che non riesce a realizzare per mancanza di soci/volontari operativi. Siamo pochi, veramente troppo pochi. Ecco, questa lettera vuole anche essere un richiamo, un appello a tutti voi che credete nella AFCV, affinché molti di voi diventino soci operativi di una Associazione che può dare molto, in termini di cultura, di sapere, di formazione. Sarebbe bello, meraviglioso direi, poter organizzare un evento, un convegno, un corso di formazione in ciascuna delle vostre città, sarebbe bello portare il carisma del nostro fondatore, la cultura e l’etica che AFCV rappresenta in primo piano nei vostri territori. Aiutatemi e aiutateci ad essere più concreti, aiutateci a trovare nuovi soci, aiutateci a trovare risorse ed energie affinché tutti insieme si possa far vivere l’AFCV come merita e come il prof. Longhini ha sempre desiderato.

 Sono come sempre a vostra disposizione, con stima e affetto

 Clotilde Camerata Presidente AFCV

 

20144 Milano Via G. Dezza 26 tel 02 48024215/16 fax 02 48024217 c.f. 97229750159 e-mail afcvol@fastwebnet.it

LE ATTITUDINI DEL VOLONTARIO AVO

Prendendo in prestito il titolo di un libro scritto  da Santa Teresa per le sue monache “IL CASTELLO INTERIORE” il nostro amato Fondatore Prof. ERMINIO LONGHINI lo ha adattato ai volontari, individuando nelle sette stanze del Castello altrettante attitudini o doti che deve possedere chi aspira ad essere volontario AVO.

PRIMA STANZA O ATTITUDINE: Non si può aiutare il malato a guarire se non si possiede nel cuore la gioia, non si sperimenta la contentezza di vivere nonostante le croci; non si ama la vita e ogni forma di  vita; se non si è ottimisti ,se non si possiede una segreta ma efficace capacità di contagiare specialmente quelli che piangono e sono nel dolore. Gioia che si incarna visibilmente in un sincero costante e cordiale sorriso.

SECONDA STANZA O ATTITUDINE: Il servizio volontario in ospedale presuppone nel candidato una decisione responsabile e coraggiosa, una buona dose di serietà, di sacrificio, di perseveranza e di continuità. Non è un hobby o un passatempo, qualcosa da fare quando se ne ha voglia, ma un impegno da rispettare sempre, costi quel che costi.

TERZA STANZA O ATTITUDINE:Il volontario dovrà essere munito di una grande umanità, consapevole che il malato è una persona, uno spirito incarnato, un uomo da amare nella sua totalità, nei bisogni del corpo come in quelli dello spirito, puntando a curare soprattutto le malattie della persona come la solitudine, la paura, l’angoscia, la disperazione, l’ansia, seminando sempre e dappertutto a piene mani la speranza, il coraggio, il vizio di vivere.

QUARTA STANZA O ATTITUDINE: Il volontario è una persona che ama, che vuole bene tutti al di là del colore della pelle, della razza o della religione, che apre le braccia, la mente e il cuore ai piccoli come ai grandi bisogni del malato; le sue mani, i suoi occhi, le sue labbra, il suo cuore, profumano di carità ,rivelano una grande pace e sono l’incarnazione della bontà. Con gli occhi del cuore vede in ogni malato un fratello, facendo sue le parole del famoso clinico  Pasteur:”Non so chi sei, da dove vieni, a quale religione tu appartieni. Tu soffri? Questo mi basta. Tu mi appartieni!”

QUINTA STANZA O ATTITUDINE: non si può essere ricchi di bontà, se non si svuota il cuore dalla presunzione, dall’arroganza, dalla superbia, dalla errata convinzione di essere migliori degli altri solo perché si fa qualcosa di bello per gli altri. E’ necessaria al volontario una buona dose di umiltà, di modestia, di semplicità; senza attendersi gratitudine o riconoscenza da quanti ha  beneficato; dopo aver fatto quanto dovevamo riteniamoci dei servi inutili.

SESTA STANZA O ATTITUDINE: Una grande dote del volontario è la capacità di ascolto, di dimenticare se stesso, i propri problemi, le proprie pene, per prendere su di sé tutto il peso delle sofferenze nascoste che il malato a fatica riesce a manifestare. Un ascolto che si fa empatia, attento e non frettoloso, accompagnato da uno sguardo amorevole e partecipe, intriso di profonda e umana comprensione.

SETTIMA STANZA O ATTITUDINE. Il volontario che decide di aiutare i malati può essere spinto o da una grande fede o da un profondo sentimento di solidarietà; come diceva Madre Teresa:” può decidere di fare qualcosa di bello per il Signore o qualcosa di bello per l’uomo che soffre”. Ma i volontari che possiedono una grande fede, hanno per così  dire una marcia in più, oltre a consolare e aiutare l’uomo ferito e sofferente, hanno la profonda gioia e certezza di incontrare e di servire Cristo in ogni malato, trasformando il dialogo in preghiera, il servizio in un gesto di amore.

Queste,  in estrema sintesi, le doti caratteristiche o ricchezze personali del volontario, che lo renderanno idoneo a penetrare nella stanza principale del castello: al centro di tutte le sue cure e premure vi è il malato, con la sua dignità di persona unica e irripetibile, da amare e servire con la tenerezza di una madre.

Padre Rosario Messina